Per la Chiesa Cattolica la Cremazione non è pratica contraria alla Religione

Cenni storici sulla Cremazione in Italia e la posizione della Chiesa Cattolica.

La Cremazione entrò ufficialmente nel nostro ordinamento solo con la ‘Legge Crispi’ del 1888. La graduale affermazione di questa pratica avvenne soprattutto ad opera di alcune società di volontariato, che già da qualche anno erano sorte in varie città italiane con il nome di “Società per la Cremazione”.

La Chiesa mantenne tuttavia la sua posizione difensiva e con i ‘Codex Iuris Canonici’ del 1917, la cremazione fu vietata in quanto espressione antireligiosa, atto di negazione dell’immortalità dell’anima e della resurrezione dei corpi. Bisognerà aspettare il Concilio Vaticano II (1962-1965) affinché nasca un ampio dibattito sull’argomento all’interno della Chiesa stessa: di fatto continuarono a non emergere argomenti teologici contrari alla cremazione, piuttosto si ripropone il problema dell’inumazione come tradizione cristiana e della cremazione come pratica contrapposta, perché tipica anticlericale. Nel 1963 Papa Paolo VI, con una bolla, dichiarò la libertà della pratica della cremazione:

L'abbruciamento dei cadaveri, come non tocca l'anima e non impedisce all'Onnipotenza Divina di ricostruire il corpo, non è cosa contraria alla religione cristiana.

In seguito nel 1968, con il decreto “Ordo Exsequiarum”, la Santa Congregazione per il Culto Divino stabilì definitivamente la Concessione del rito e delle esequie cristiane a quelli che avrebbero scelto la cremazione, pur riconfermando il rispetto per il patrimonio del passato a proposito della sepoltura. Dopo secoli di dibattiti teologici, attualmente non vi sono più pregiudizi religiosi sulla cremazione ed è stato da più parti ribadito come essa non contrasti con il convincimento dell’immortalità dell’anima, né con la concezione della sacralità del corpo umano, né con la dottrina cristiana della resurrezione.

Nella seconda edizione del Rito delle Esequie (la prima risale al 1974), che è entrato in vigore il 2 novembre 2013, la novità più significativa riguarda la cremazione: il nuovo rito si compone di tre momenti di preghiera: nel luogo della cremazione, davanti all’urna e durante la deposizione della stessa.